Verra ripristina un controverso progetto di crediti di carbonio in Kenya – la risposta di Survival International

23 giugno 2026

© Beckwith & Fisher
Pastore masai con il suo bestiame, Kenya.

La scorsa settimana, l’ente certificatore di crediti di carbonio Verra ha ripristinato per la seconda volta un controverso progetto di compensazione delle emissioni di carbonio in Kenya guidato dalla Northern Rangeland Trust (NRT), nonostante nel 2025 una sentenza di un tribunale abbia stabilito che due delle aree di conservazione più grandi siano state create dalla NRT in modo incostituzionale, senza alcuna base legale. 

Una di queste, Biliqo Bulesa, contribuisce per circa il 20% ai crediti di carbonio del progetto. La sentenza del tribunale potrebbe potenzialmente essere applicata a metà delle altre aree di conservazione coinvolte nel progetto. 

Nonostante la sentenza abbia sollevato un enorme punto di domanda sull’intera operazione della NRT, la scorsa settimana Verra ha deciso di ripristinare tutto il progetto da 2 milioni di ettari sulla base di un procedimento di “ratifica” condotto in una sola comunità – e senza neppure attendere l’esito finale del processo, contro cui la NRT si è appellata e che è ancora in corso. Questo non è solo assurdo, ma è anche potenzialmente grave per i diritti dei popoli indigeni ovunque. 

Il presunto procedimento di “ratifica” afferma di aver ottenuto il Consenso Libero, Previo e Informato delle comunità. Ma tale consenso deve essere ottenuto prima dell’avvio di un progetto, non 14 anni dopo, e oltretutto quando c’è una sentenza del tribunale che stabilisce che il tutto è stato fondato su accaparramenti illegali di terre.  

La NRT e Verra non stanno semplicemente cercando di rimediare a un errore burocratico; stanno cercando di legittimare in modo retroattivo un progetto che non avrebbe mai dovuto esistere. 

Se altre comunità diranno no, cosa succederà? Verra cancellerà finalmente il progetto – o troverà semplicemente altri modi per ottenere dei “si”? 

È questo il vero scandalo: secondo le regole di Verra, è possibile vendere crediti di carbonio derivanti da violazioni dei diritti dei popoli indigeni secondo la legge internazionale, permettere a compagnie come Meta e Netflix di acquistarli e scambiarli per anni, e poi – una volta scoperti – regolarizzare semplicemente la situazione in modo retroattivo e continuare come se nulla fosse successo. 

Questa non è integrità, è impunità. Ed è un monito per qualunque compagnia stia ancora acquistando i crediti di Verra, ovunque: se il significato di “conformità” è questo, allora l’intero sistema non è nient’altro che un modo per avvallare il greenwashing degli abusi commessi ai danni dei popoli indigeni. 

Al momento il progetto è in fase di ristrutturazione per cercare di renderlo conforme alle leggi keniote – sollevando interrogativi su come sia stato autorizzato nell’ambito del sistema di Verra e come abbia potuto erogare milioni di crediti pur violando chiaramente le leggi del Kenya  – e per ottenere il Consenso Libero, Previo e Informato delle comunità. Survival ha appreso che alcune comunità si oppongono fermamente a questo processo, e la questione è tutt’altro che conclusa. La decisione di Verra di ripristinare il progetto ha giocato completamente in anticipo su questo processo. 

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