Corsa contro il tempo: al via la demarcazione del Territorio Kawahiva nell’Amazzonia brasiliana

8 maggio 2026

© FUNAI
Jair Candor, ex direttore dell’unità di protezione della FUNAI per i Kawahiva, dà il via alla demarcazione fisica del territorio kawahiva.

Oltre 25 anni dopo la conferma ufficiale dell’esistenza del popolo indigeno incontattato noto con il nome di Kawahiva di Rio Pardo, questa settimana è finalmente iniziata la demarcazione del loro territorio, nel Brasile centrale.

Ma Survival International avverte che la demarcazione – ostacolata da anni di ritardi – deve essere completata rapidamente perché sui Kawahiva incontattati incombono due minacce imminenti.

  1. L’ammodernamento di una strada che corre parallela al confine meridionale del territorio dei Kawahiva rischia di essere, come spesso accade in Amazzonia, un catalizzatore per la colonizzazione e deforestazione dell’area. Accaparratori di terra, taglialegna e allevatori hanno già invaso la terra attorno al territorio, distruggendo migliaia di ettari di foresta e impiantando allevamenti di bestiame. Una strada asfaltata e migliorata aprirebbe quelle aree a ulteriore distruzione.
  2. Le elezioni generali in Brasile, attese per ottobre, costituiscono un ulteriore minaccia perché potrebbero portare Flàvio Bolsonaro alla presidenza. Il figlio di Jair Bolsonaro si è impegnato, se sarà eletto, a non demarcare nessuna nuova riserva indigena nel Mato Grosso. È quindi essenziale che la demarcazione sia completata prima che inizi il mandato del prossimo presidente, nel gennaio 2027.

La stagione elettorale è già di per sè un periodo pericoloso. I territori indigeni vengono infatti spesso presi di mira da accaparratori di terre perché i politici incentivano, o chiudono un occhio, sulle invasioni in cambio di sostegno elettorale. 

© FUNAI
I Kawahiva sono costretti a vivere in fuga da trafficanti di legname armati e potenti allevatori. Fermo immagine da un raro video ripreso da agenti governativi durante un incontro fortuito.

“Per anni, ritardi burocratici, intrighi politici e cause legali strumentalizzate hanno lasciato il territorio dei Kawahiva senza protezione, mentre la foresta che li circonda veniva devastata” ha dichiarato oggi la Direttrice generale di Survival International, Caroline Pearce. 

“La demarcazione della loro terra è un passo importante per garantire giustizia e il rispetto del diritto dei Kawahiva a vivere in sicurezza nel loro territorio. Ma oggi è una corsa contro il tempo: la demarcazione deve essere completata rapidamente per garantire che i Kawahiva e la loro foresta ancestrale non siano definitivamente distrutti.”

Jair Candor, noto funzionario della FUNAI incaricato di proteggere il territorio dalle invasioni, ha dichiarato a Globo questa settimana: “Sono senza parole. Sono 26 anni che aspetto questo momento. Per me non ha prezzo. Voi conoscete la mia lotta, il mio impegno per resistere e proteggere questo gruppo. Era il mio sogno più grande. Andare in pensione, passare il testimone ai miei successori, ad altri colleghi, ma almeno chiudere questo capitolo. Sappiamo di non aver vinto la guerra, ma almeno abbiamo vinto un'altra battaglia.”

Una volta completata la delimitazione fisica del territorio, l’ultimo passo legale necessario per la creazione del territorio indigeno sarà il decreto presidenziale. 

Storia della campagna Kawahiva

  • I Kawahiva di Rio Pardo sono cacciatori raccoglitori nomadi che dipendono totalmente dalla foresta per il loro sostentamento e benessere, e rifiutano categoricamente qualsiasi contatto con il mondo esterno. 
  • La FUNAI ha confermato l’esistenza di indigeni incontattati in questo territorio nel 1999. In seguito, nel 2013, l’agenzia governativa ha diffuso le immagini straordinarie di nove Kawahiva incontattati che camminavano nella foresta. 
  • Nel 2016, a seguito di un’intensa campagna condotta da Survival insieme alle organizzazioni brasiliane, e grazie alla pressione di migliaia di sostenitori di Survival in tutto il mondo, il Ministro della giustizia ha dichiarato la foresta dei Kawahiva “Territorio Indigeno”. Tuttavia, da allora il processo di demarcazione del territorio è rimasto paralizzato a causa della forte opposizione di politici locali e della lobby dell’agrobusiness. 
  • Survival International lotta da decenni per i diritti territoriali dei Kawahiva, insieme a organizzazioni indigene come COIAB (Coordinamento delle Organizzazioni Indigene dell'Amazzonia Brasiliana), FEPOIMT (Federazione dei Popoli e delle Organizzazioni Indigene del Mato Grosso), Indian Law Resource Center e altri alleati come OPAN (Operazione Amazzonia Nativa) e OPI (Osservatorio dei Popoli Indigeni Isolati).
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