Sospesa l’espulsione degli occupanti illegali

18 aprile 2008

Questa pagina è stata creata nel 2008 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Le violenze inflitte dagli imprenditori agricoli che occupano illegalmente la terra indigena nello stato brasiliano di Roraima, hanno indotto la Corte Suprema brasiliana (STF) a sospendere un'operazione di polizia volta ad allontanarli.

Gli imprenditori hanno opposto resistenza alle operazioni di sgombro sin dal loro inizio, avvenuto alla fine di marzo. Hanno ferito un leader indiano gettando una bomba artigianale nella sua abitazione e hanno minacciato di morte gli altri. Hanno anche bruciato tre ponti che conducono al territorio e bloccato le strade con i trattori.

Il presidente del Brasile Lula ha ufficialmente riconosciuto il territorio di Raposa Serra do Sol nel 2005, dopo una lunga campagna condotta dal Consiglio Indigeno di Roraima, da Survival e da altre organizzazioni. Nell’area abitano i Makuxi, i Wapixana, gli Ingarikó e gli Indiani Taurepang, che hanno subito decenni di violenze e molestie da parte degli agricoltori e degli allevatori che occupavano abusivamente le loro terre.

La maggior parte degli occupanti illegali hanno già lasciato Raposa Serra do Sol e sono stati reinsediati e risarciti, ma un potente piccolo gruppo di produttori di riso, che ha connivenze con i politici dello stato di Roraima, rifiuta di andarsene e continua a minacciare e a intimidire le comunità indiane. Le azioni violente delle ultime settimane sono la risposta a un’operazione della Polizia federale brasiliana denominata “Upatakon 3” e lanciata per espellerli finalmente dalla zona.

In una lettera aperta del 9 aprile, gli Indiani di Raposa Serra do Sol dichiarano: “Per più di trent’anni abbiamo sopportato le sofferenze di un processo di riappropriazione delle nostre terre che volevamo credere che lo stato brasiliano avrebbe tramutato in realtà, secondo quando stabilito dalla costituzione federale, dalla dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni e dal decreto con cui [nel 2005] il Presidente ha riconosciuto ufficialmente il nostro territorio”.

“Non possiamo accettare che le autorità abbiano aspettato tre anni per intervenire, che abbiano permesso il verificarsi degli atti di terrorismo che imperversano da 11 giorni a Raposa Serra do Sol e che ora la Corte Suprema abbia addirittura sospeso le operazioni di espulsione. Respingiamo l’atteggiamento del governo che preferisce dei sacchi di riso alla vita di 18.992 Indiani”.

Leggi la lettera scritta dagli Indiani di Raposa Serra do Sol in portoghese.

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Per ulteriori informazioni:
Francesca Casella – 02 8900671 – [email protected]
Oppure Miriam Ross: Tel 0044 207 6878734
E-mail: [email protected]

Indiani di Raposa Serra do Sol
Popolo

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